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Il Supremo ribalta parzialmente la legge sul divieto di pubblicità del gioco d’azzardo in Spagna

pubblicità del gioco d’azzardo in Spagna

La Corte Suprema spagnola ha emesso una sentenza storica che annulla diversi articoli del Decreto Reale 958/2020 del governo, una misura del governo finalizzata a regolamentare tutte le attività di gioco d’azzardo nel paese.

La Terza Sezione del Tribunale Supremo ha accolto parzialmente il ricorso presentato dalla Associazione Spagnola del Gioco Digitale (Jdigital) contro il Decreto Reale sulle Comunicazioni Commerciali delle Attività di Gioco, approvato il 3 novembre 2020, che regola la pubblicità nel settore delle scommesse e dei giochi d’azzardo online in Spagna.

Il decreto era stato promosso dall’ex ministro del Consumo Alberto Garzón, con l’intento di limitare la pubblicità legate agli operatori di gioco. Nella sentenza del Supremo, il tribunale ha sottolineato che “alcune limitazioni o divieti stabiliti nel decreto non hanno la necessaria copertura legale” e, quindi, sono stati annullati. Alcune delle restrizioni previste dal Decreto Reale prevedevano il divieto alle celebrità di attuare come brand ambassador, le restrizioni alle promozioni inerenti ai “bonus” da parte degli operatori e alla diffusione di qualsiasi tipo di pubblicità su Internet. Inoltre, il decreto stabiliva che gli annunci relativi a scommesse e casinò online potevano essere trasmessi solo nella fascia oraria compresa tra l’1:00 e le 5:00 e non potevano essere visualizzati durante le trasmissioni sportive.

La decisione del Tribunale Supremo annulla ora gli articoli 13, nei suoi commi 1 e 3, che si riferiscono alla promozione delle attività rivolte ai nuovi clienti. Annulla anche l’articolo 15, che proibiva la presenza di personaggi famosi o influencer nelle pubblicità; e l’articolo 23, comma 1, che stabilisce un divieto generalizzato per la diffusione di comunicazioni commerciali tramite servizi della società dell’informazione.

È stato anche annullato l’articolo 25.3, sulla pubblicità del gioco su piattaforme di scambio video; e l’articolo 26, nei sui commi 2 e 3, che limitano la possibilità di fare pubblicità sui social media.

Con questa sentenza, il Tribunale chiarisce che la pubblicità è parte della libertà d’impresa, anche se è soggetta a limiti in quanto si tratta di un’attività regolamentata in cui interviene lo Stato. “Tali limiti e divieti, in quanto incidono anche sull’esercizio di un’attività imprenditoriale lecita, devono avere una copertura legale sufficiente, senza che possano essere regolati da norme regolamentari indipendenti e scollegate dai criteri e limiti stabiliti dal legislatore“, ha dichiarato il potere giudiziario spagnolo.

L’AMI celebra la sentenza della Corte Suprema

La Asociación de Medios de Información (AMI), con oltre ottanta membri associati e più di quarantacinque anni di storia, ha espresso soddisfazione per la recente sentenza del Tribunale Supremo che annulla gli aspetti più restrittivi della legge sul gioco proposta dall’ex ministro Alberto Garzón.

Questa decisione giudiziaria ha eliminato restrizioni, come il limite all’apparizione di famosi in annunci pubblicitari e la regolamentazione della pubblicità sui social media, che l’AMI riteneva sproporzionate.

L’AMI, che aveva già contestato in passato la regolamentazione del gioco considerandola discriminatoria nei confronti della stampa scritta e online a favore di televisioni, social network e radio, cerca un trattamento equo per tutti i media nella diffusione di contenuti pubblicitari.

L’associazione sottolinea anche che il gioco non è un’attività proibita in Spagna e evidenzia la sensibilità dei media nella lotta contro la ludopatia. Nonostante le sfide economiche, l’AMI confida che la collaborazione tra media e autorità contribuirà a denunciare qualsiasi effetto dannoso legato al gioco.

La reazione del governo alla sentenza del Supremo

Il Ministero dei Diritti Sociali, Consumo e Agenda 2030 sta prendendo misure urgenti per ripristinare la validità legale degli articoli del decreto che limita la pubblicità del gioco, recentemente annullati dal Tribunale Supremo. L’obiettivo del governo è elevarli al rango di legge il più presto possibile per ristabilirne la validità.

Gli articoli in questione riguardano la promozione rivolta ai nuovi clienti, l’uso di personaggi famosi nella pubblicità e il divieto di diffusione generalizzata di comunicazioni commerciali attraverso i servizi della società dell’informazione. Il Ministero ha espresso preoccupazione per la sentenza, in quanto questi articoli svolgevano un ruolo fondamentale nella protezione dei giovani e nella regolazione di bonus di benvenuto, influencer e reti sociali.

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