Malta, l’approvazione del Gaming Amendment Bill scatena la polemica

Gaming Amendment Bill Malta

Il Parlamento maltese ha recentemente approvato una legge che rischia di avere un’importanza storica rilevante nella lotta al gioco illegale. Parliamo del Gaming Amendment Bill, il ddl che impedisce azioni esecutive di sentenze straniere relative al settore del gioco online contro operatori in possesso della licenza di gioco maltese. Di fatto, dunque, non si potranno intraprendere azioni che risultino in conflitto o pregiudichino la fornitura di servizi di gioco a Malta, né adottare misure esecutive nel momento in cui l’azione incriminata sia un’attività autorizzata ai sensi della legge sul gioco.

Malta vede in questa nuova legge un modo per difendere le aziende (tra cui numerosi Casino Online Stranieri) che hanno deciso di prendere la licenza nella piccola isola poiché, grazie ad essa, le imprese potranno offrire servizi in tutta l’UE, sfruttando il principio della libera circolazione di beni e servizi e «scavalcando» di fatto le leggi specifiche degli Stati membri dell’UE sul gioco.

Molto dipenderà dalla lettura che l’Unione Europea farà del Gaming Amendment Bill. C’è parecchia preoccupazione a riguardo in Europa. Il ddl potrebbe riportare Malta ad uno stato di isolamento se venisse dichiarato incompatibile con i principi europei, ma lo stato maltese non la vede così: l’obiettivo del ddl è quello di incoraggiare l’imprenditoria privata del gioco, come prevede l’articolo 18 della Costituzione di maltese.

La reazione della Ue

Il Gaming Amendment Bill non è ben visto in Europa. L’Eurodeputata tedesca Sabine Verheyen, prima ancora che il ddl fosse approvato, aveva presentato un’interrogazione per chiedere alla Commissione Europea di verificare se il governo maltese o i singoli membri di tale governo avessero intrattenuto legami con l’industria del gioco d’azzardo maltese in passato o se ne avessero attualmente. Per l’eurodeputata la Commissione dovrebbe anche studiare delle sanzioni ad hoc nel caso in cui Malta non abbia rispettato il diritto della UE.

Gli avvocati austriaci e tedeschi hanno già lamentato il fatto che il nuovo ddl maltese «mini palesemente lo Stato di diritto europeo bloccando i diritti fondamentali dei cittadini e dei residenti dell’UE». In particolare, il ddl viene visto come una risposta diretta alle azioni legali intraprese dalle autorità in Austria e Germania contro le società di gioco online con licenza maltese accusate di offrire illegalmente i loro servizi di gioco d’azzardo online.

C’è da dire che la «guerra» del duo austro-tedesco contro Malta ha radici profonde. Alcuni operatori maltesi, infatti, si sono rifiutati di pagare per le sentenze contro di loro avvenute in Germania e Austria, facendo scattare cause a livello internazionale.

Il gioco illegale a Malta

In attesa di capire cosa deciderà a riguardo la Ue in merito al Gaming Amendment Bill, va detto che la Malta Gaming Authority sta stringendo diversi accordi di partnership con le autorità straniere per combattere il gioco illegale.

Circa un mese fa c’è stata la visita da parte della Gaming Commission of Ghana allo scopo di promuovere la collaborazione e la condivisione delle migliori pratiche nel campo della regolamentazione e della supervisione del gioco. Malta ha anche spiegato e condiviso i suoi processi di autorizzazione e conformità, i processi di vigilanza antiriciclaggio e il suo approccio alla regolamentazione basato sul rischio. Quella con la Gaming Commission of Ghana non è il primo accordo di partnership stipulato dall’isola.

Recentemente c’è stato anche un incontro con la Gambling Commission Britannica allo scopo di aprire un tavolo di discussione in merito ad una collaborazione nei settori che riguardano il gioco responsabile e l’integrità delle scommesse sportive e dell’antiriciclaggio, oltre che per rafforzare il reciproco impegno per garantire elevati standard di protezione ai giocatori.

Va inoltre aggiunto che la Malta Gaming Authority ha da poco pubblicato un documento che contiene la relazione annuale e il bilancio certificato per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 riguardante il settore del gioco. Nel suddetto documento sono relazionate tutte le azioni condotte nell’ultimo anno per contrastare il gioco illegale.

La verità è che la questione relativa al nuovo ddl è più complessa di quanto possa sembrare all’apparenza. L’ambito delle modifiche introdotte è limitato e la legge non preclude alcuna azione contro un licenziatario. Le norme, infatti, sono applicabili solo quando l’azione sarà in conflitto con la legalità del quadro maltese. La questione, dunque, riguarda l’ambito del diritto pubblico. Per questo motivo sarà necessario aprire un tavolo di confronto tra Ue e Malta al fine di evitare uno scontro che finirebbe per danneggiare entrambi.

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