Novità sul riordino del gioco online: cosa contiene la nuova bozza di decreto?

Riordino gioco d'azzardo online Decreto

Finalmente un po’ di chiarezza su quello che sarà il futuro prossimo del segmento online del gioco d’azzardo in Italia.

La nuova bozza dello schema di decreto per il riordino del gioco online, in discussione pre-Consiglio dei ministri il 11 marzo, introduce modifiche significative nel settore, tenendo conto delle osservazioni emerse nelle commissioni parlamentari di Camera e Senato.

Al centro del riordino c’è l’introduzione di un corrispettivo una tantum di sette milioni di euro per ogni concessione richiesta, importo che non ha subito variazioni nonostante le critiche e le pressioni di operatori di gioco e associazioni di settore per il suo elevato valore assoluto.

Addio alle skin

La bozza specifica che i concessionari devono attivare, previa autorizzazione dell’Agenzia, un sito internet con dominio di primo livello nazionale, escludendo la possibilità di mettere il sito a disposizione di soggetti terzi, anche se appartenenti allo stesso gruppo societario.

È richiesta la presenza obbligatoria del logo o del marchio del concessionario sul sito, con la sospensione della concessione in caso di assenza e la possibilità di decadenza della concessione in caso di plurime violazioni.

I concessionari hanno la facoltà di consentire l’accesso a ogni tipologia di gioco oggetto di concessione tramite una specifica App, le cui caratteristiche tecniche sono definite dall’Agenzia. Inoltre, viene previsto il pagamento di un canone annuo di concessione del tre percento del margine netto del concessionario, versato in due rate entro il 16 gennaio e il 16 luglio di ogni anno di concessione.

Si tratta di un ulteriore imposta per gli operatori di gioco con regolare licenza, che andrà ad incidere sul fatturato annuale delle aziende e che potrebbe determinare un taglio occupazionale.

PVR graziati e regolamentati

La raccolta a distanza dei giochi pubblici è subordinata alla stipula di un contratto di conto di gioco tra il concessionario e il giocatore, con l’obbligo di utilizzare un valido documento di identità o altro strumento di identificazione digitale riconosciuto in Italia.

Viene anche introdotto un limite complessivo settimanale di 100 euro per le operazioni di ricarica effettuate presso i punti vendita ricariche, anche in contanti. Tabaccai e punti vendita autorizzati dovranno inoltre pagare una tantum di 100 euro ogni anno per l’iscrizione all’albo dei PVR.

La bozza prevede una futura gara per il Lotto, affidando la gestione del servizio del gioco del Lotto automatizzato e degli altri giochi numerici a quota fissa a una qualificata impresa con pregresse esperienze, scelta mediante procedura di selezione aperta, competitiva e non discriminatoria. La durata della concessione sarà di nove anni, non rinnovabile, con una base d’asta di 1 miliardo di euro.

Consulta permanente dei Giochi: ottima idea…

La nuova bozza dello schema di decreto prevede la creazione di una “Consulta permanente dei giochi pubblici ammessi in Italia“. Questo organo avrà il compito di monitorare le attività di gioco, sia lecite che illecite, valutare i loro effetti sulla salute dei giocatori e suggerire al Governo azioni per prevenire il gioco d’azzardo patologico.

La Consulta sarà organizzata e gestita secondo un regolamento congiunto tra il Ministro della salute e il Ministro per lo sport e i giovani, che ne definiranno la composizione, la designazione dei membri in rappresentanza di varie entità governative e civili, senza che questi ricevano compensi o rimborsi.

0,2% dei ricavi netti in campagne di comunicazione Responsabile

Sul fronte della prevenzione del gioco patologico, è prevista la promozione di messaggi a soli fini sociali, funzionali alla diffusione del gioco sicuro e responsabile, per la tutela e protezione dei giocatori, in particolare dei soggetti più vulnerabili. Il termine “ludopatia” viene sostituito con “gioco d’azzardo patologico”, e il concessionario deve investire annualmente una somma pari allo 0,2 percento dei suoi ricavi netti in campagne informative o in iniziative di comunicazione responsabile.

Infine, le maggiori entrate derivanti dal decreto sono destinate, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, all’incremento del fondo per gli anni dal 2024 al 2033, secondo quanto stabilito dalla legge 9 agosto 2023, n. 111.

Le reazioni di Codere Italia

Alejandro Pascual, Regional Manager Europe e Amministratore Delegato Italia di Codere, vede nel riordino del settore del gioco in Italia, intrapreso dal Governo, una grande opportunità per la sua azienda, data la sua vasta esperienza internazionale.

Pascual sottolinea l’importanza della fase di trasformazione e innovazione che il settore sta vivendo in Italia, evidenziando come Codere aspiri a essere protagonista grazie alla sua professionalità, competenza ed esperienza. L’azienda guarda con interesse al mercato italiano, puntando a guadagnare maggiore protagonismo attraverso sinergie e collaborazioni.

Nonostante le speranze di un riordino unico che includesse sia il retail che l’online per un approccio sistemico, il Governo ha proceduto diversamente. Tuttavia, Codere vede ancora nel bando di gara per l’online una significativa opportunità e intende portare avanti il progetto con partner esperti”, ha dichiarato.

Pascual attende con interesse il riordino del settore fisico, sottolineando l’importanza di mantenere un mercato concorrenziale e di non escludere operatori esperti a favore di un oligopolio.

Ritiene fondamentale la tutela dei circa 140.000 lavoratori coinvolti e propone l’adozione in Italia del Registro di Autoesclusione, già utilizzato in Spagna, per proteggere i giocatori vulnerabili senza limitare quelli sociali.

Codere sostiene la riqualificazione dei luoghi di gioco e la formazione adeguata agli esercenti, puntando a innalzare la qualità del settore e a garantire la legalità del prodotto offerto.

Pascual invita a superare la demagogia e a collaborare con le istituzioni per affrontare efficacemente il gioco d’azzardo patologico, citando l’esempio dei Protocolli di intesa firmati con le Asl di Salerno e Caserta come azioni concrete verso la responsabilità sociale dell’operatore.

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