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Scatta la terza edizione della Nations League. Francia favorita, l’Italia cerca il riscatto

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La terza edizione della Nations League 2022-2023 partirà il prossimo 1° giugno e si concluderà con la finale del 18 giugno 2023. La manifestazione si svolgerà in tre tranche: le prime quattro gare si giocheranno dal 1 al 14 giugno, le ultime due dal 22 al 27 settembre, mentre semifinali e finali per designare il vincitore della manifestazione ci saranno dal 14 al 18 giugno 2023. Tra le ultime 2 date va inserito lo spareggio della Lega C per evitare la retrocessione in D. Una vera e propria maratona, dunque, per determinare il nuovo vincitore.

Le squadre partecipanti

Alla Uefa Nations League partecipano 54 delle 55 nazionali affiliate alla Uefa. La Russia, infatti, è stata esclusa dalla manifestazione in seguito all’invasione dell’Ucraina. La squadra è stata retrocessa d’ufficio all’ultimo posto del girone 2 della Lega B che comprendeva anche Islanda, Israele e Albania. L’Ucraina, invece, inserita sempre nella Lega B, ma nel gruppo 1 con Scozia, Irlanda e Armenia, giocherà le gare casalinghe in campo neutro.

Nella Lega A, quella destinata a designare la squadra vincitrice della manifestazione, le 16 squadre sono state divise in quattro gironi da 4. Nel gruppo 1 sono state inserite la Francia campione in carica, la Danimarca, la Croazia e l’Austria; nel gruppo 2 ci sono Spagna, Portogallo, Svizzera e Repubblica Ceca; nel gruppo 3 troviamo Italia, Germania, Inghilterra e Ungheria mentre, nel gruppo 4 si affronteranno Belgio, Olanda, Polonia e Galles.

L’analisi del 4 gruppi

È evidente come il gruppo 3 degli azzurri sia da considerarsi quello di ferro. Italia, Germania e Inghilterra, insieme contano 9 mondiali e 5 europei e solo una di queste potrà disputare la fase finale. In queste condizioni, l’Ungheria sembra essere la classifica vittima sacrificale, destinata a terminare ultima e a retrocedere nella Divisione B. Il ct italiano Marco Rossi ha ridato dignità alla nazione magiara, anche grazie al lancio di alcuni giovani (Schafer, Szoboszlai e Sallai tra gli altri), ma contro le tre corazzate, il suo destino sembra segnato.

Tuttavia, sia gli azzurri che i teutonici vivono una fase di profondo rinnovamento. Gli uomini di Mancini sono campioni d’Europa in carica, ma hanno clamorosamente toppato la qualificazione al prossimo mondiale e ora devono resettare tutto e ripartire. Lo dovranno fare senza Immobile e dando fiducia a giocatori come Raspadori, Scamacca, Tonali e Dimarco. La Germania dopo l’ultimo deludente europeo ha cambiato guida tecnica, salutando Low dopo quindici anni e affidandosi a Flick.

Quest’ultimo ha portato un’aria nuova e lanciato giocatori come Adeyemi, Musiala e Nmecha. Delle tre big sta senza dubbio meglio l’Inghilterra. I vicecampioni d’Europa stanno proseguendo nella strada intrapresa sei anni fa con Southgate e che finora ha condotto i Tre Leoni a un quarto posto ai mondiali 2018, un terzo posto nelle Nation League 2019 e un secondo posto all’ultimo europeo. L’Inghilterra è cresciuta molto, come abbiamo avuto modo di vedere anche in Italia con i vari Abraham e Tomori. Oltre a loro, c’è una generazione molto forte che comprende Sancho, Bellingham e Mount.

Nel gruppo 1, la Francia di Deschamps, detentrice del trofeo e campione del mondo in carica, sembra la grande favorita a vincere il proprio girone e la manifestazione. La rosa dei Galletti è impressionante in ogni reparto, a partire dalla retroguardia. Le esplosioni, in questa stagione, di Maignan, Guendouzi, Boubacar Kamara, Diaby e Nkunku ha dato a Deschamps ancora più alternative ad una rosa che già poteva contare su talenti come i fratelli Hernandez, Kantè, Benzema, Coman e Mbappè.

Sembra difficile pensare che la Croazia di Dalic e la Danimarca di Hjulmand possano riuscire a insidiare i francesi, tanto pùi che entrambe devono ricostruire. I croati, vicecampioni del mondo, non hanno trovato alternative credibili ai vari Modric, Brozovic, Perisic e Kramaric che, dunque, saranno ancora chiamati a fare la differenza. I danesi hanno riabbracciato Eriksen, dopo i terribili avvenimenti dell’Europeo, ma la qualità media rimane bassa, e in attacco manca un vero e proprio bomber.

I vari Cornelius, Poulsen e Dolberg non garantiscono continuità sotto rete. Il bomber lo ha l’Austria del ct Foda. Parliamo di Arnautovic. L’attaccante del Bologna, però, non può reggere da solo una squadra, dove solo Alaba è di caratura superiore ed è per questo che gli austriaci sembrano i candidati a retrocedere.

Nel gruppo 2, la Spagna di Luis Enrique e il Portogallo di Fernando Santos rivaleggeranno per il primo posto. La Svizzera di Yakin, però, non va sottovalutata. Dopo aver contribuito ad eliminare l’Italia dall’ultimo mondiale e aver raggiunto i quarti all’Europeo (eliminati proprio dalla Spagna), gli svizzeri sono pronti a giocare un altro scherzetto. Certo, le due nazionali iberiche hanno una qualità nettamente superiore.

Il Portogallo ormai non è solo Ronaldo. Leao e Andrè Silva sono cresciuti in modo esponenziale e non vanno sottovalutati i vari Bruno Fernandes, Vitinha e Diogo Jota. La Spagna, dal canto suo, paga l’assenza di un bomber, ma la qualità dei vari Gavi, Marcos Llorente, Dani Olmo e Ansu Fati fanno ben sperare. La Svizzera, invece, punta sul blocco degli ultimi anni con Sommer a guidare una difesa granitica guidata da Akanji e Schar, un centrocampo che gira attorno all’atalantino Freuler e un attacco con Shaqiri ed Embolo pronti a innescare Seferovic. In questo gruppo, la parte della Cenerentola sembra spettare alla Repubblica Ceca di Jaroslav Silhavy. Nonostante qualche individualità come Jankto, Barak e Schick, i ceki sembrano un gradino sotto rispetto alle altre tre nazionali.

Nel gruppo 3, infine, c’è un altro derby, quello dei Paesi Bassi tra Olanda e Belgio. Gli Oranje guidati da Van Gaal sono in fase di ricostruzione, dopo le mancate qualificazioni ai mondiali del 2016 e agli europei del 2018. All’ultimo europeo sono arrivati agli ottavi, ma chiaramente non basta. Van Gaal ha ricostruito la nazionale grazie ai vari De Ligt, Dumfries, De Jong, Koopmeiners, Gakpo e Danjuma e ora vuole raccogliere i frutti. Il Belgio di Martinez, invece, ha forse una delle ultime occasioni per portare a casa un trofeo. La «generazione d’oro» dei vari Lukaku, Hazard, De Bruyne e Vertonghen è chiamata a fare finalmente la differenza. La Polonia di Lewandowski e Szczesny e il Galles di Bale e Ramsey non sembrano in grado di competere con le altre due corazzate.

Le quote della Nations League

Abbiamo analizzato le quote sulla vittoria finale di tre diversi operatori non AAMS, Sportaza, 1bet e Zodiacbet, per vedere quali sono, secondo i bookmakers, i favoriti di questo torneo. Bisogna dire che tutte le quote proposta da questi importanti siti di scommesse sportive non AAMS sono identiche per quel che riguarda i possibili vincitori.

La grande favorita è la Francia di Deschamps. I Galletti, guidati da Mbappè dovrebbero vincere agevolmente il proprio girone per poi alzare il trofeo tra un anno. A contendere il trofeo ai campioni del mondo in carica, per i bookmakers, potrebbero essere Belgio e Spagna. Le nazionali di Martinez e Luis Enrique vengono dunque date favorite su Olanda e Portogallo per il successo nei rispettivi gironi. Stupisce, invece, la quota identica di Inghilterra e Italia, il cui successo è pagato 9 volte la posta.

Alle nazionali di Southgate e Mancini viene data quindi la stessa possibilità di vincere il girone in cui sono insieme, ripetendo, quindi, il duello che le ha visate protagoniste nella finale dell’ultimo Europeo. Dietro queste cinque nazionali, le outsider sono il Portogallo a quota 10 e la coppia Olanda-Germania a 11. Queste nazionali partono dietro rispetto a quelle nominate prima, ma sono comunque considerate credibili vincitrici, in un torneo che, dopo le prime quattro partite che si disputeranno in due settimane, potrebbe aver capovolto molti verdetti, tutto può accadere. Forse, proprio per via di questo ragionamento il successo della Danimarca è dato a 17. La nazionale danese non ha, come visto un girone facile, ma i bookmakers la vedono come credibile sorpresa della manifestazione.

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